SCHEDA DI PROCESSO
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SCHEDA
TECNICA INFORMATIVA NR.104
REATTORE ANAEROBICO RAPIDO
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1. DESCRIZIONE REATTORE
ANAEROBICO RAPIDO
Il reattore abbatte le sostanze organiche
solubili per via ANAEROBICA ossia esse vengono
trasformate in ;
METANO (CH4)+ANIDRIDE
CARBONICA(CO2)+ACQUA(H2O)
Il reattore è detto
RAPIDO perchè la grande quantità
di fango attivo anaerobico contenuto nel reattore
permette l'abbattimento dell'inquinamento
organico in un basso tempo di ritenzione.
2. IL PROCESSO ANAEROBICO
BIOCHIMICA DELLA DIGESTIONE ANAEROBICA
In un reattore anaerobico convivono, in equilibrio
tra loro, molte speci batteriche che insieme
cooperano a trasformare l'inquinamento organico
in CH4 e CO2.
I batteri metanigeni infatti agiscono essenzialmente
su due substrati, cioè acido acetico
(CH3COOH) e idrogeno (H2) mediante
le seguenti reazioni:
a) CH3COOH + metanigeni acetoclastici --->
CH4 +CO2
b) 4 H2 + CO2 + metanigeni utilizzatori di
idrogeno ---> CH4 + 2 H2O
Queste sono le due reazioni terminali del
processo di trasformazione della sostanza
organica in metano, anidride carbonica
ed acqua.
Nel reattore ci sono quindi oltre ai metanigeni
altre speci di batteri anaerobici in grado
di "elaborare e preparare"
la sostanza organica grezza alla "metanazione",con
una serie di trasformazioni ,"reazioni
biochimiche " che producono idrogeno
ed acido acetico a partire da proteine,
grassi, zuccheri ecc. presenti nell'acqua
da trattare.
Riassumendo si può dire che la digestione
anaerobica è un processo prodotto
da una comunità di colonie batteriche
anaerobiche, (fango attivo anaerobico)
che,mantenute in equilibrio tra loro formano
un sistema stabile, in grado di trasformare
la sostanza organica di rifiuto in
metano anidride carbonica ed acqua.
Fig. 1
La Fig.1 mostra sinteticamente il processo
di digestione e ne evidenzia le due fasi principali
che sono l'acidificazione e la metanazione.
L'efficienza del reattore dipende essenzialmente
dall'equlibrio tra queste due fasi.L'acidificazione
è la fase più rapida perché
le reazioni che la producono forniscono ai
batteri i tre quarti dell'intero salto energetico
tra le sostanze iniziali ossia grassi ,proteine,
carboidrati e i prodotti finali ossia CH4
, CO2 , H2O .
La metanazione è invece la fase più
delicata proprio per la ragione suddetta ossia
il piccolo salto energetico utile, mentre
agli effetti della depurazione (cioè
dell'abbattimento del COD ) essa è
responsabile dell'99% dell'abbattimento. Questo
concetto ci appare più chiaramente
esaminando il COD dei prodotti iniziali e
finali nella digestione di uno zucchero (vedi
fig.n°2) ad esempio glucosio.
Fig. 2
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C6H12O6
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+
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2H2O
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2CH3COOH
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+
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4H2
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glucosio
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acqua
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acido
acetico
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idrogeno
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che scritta in forma
ponderale su base COD diventa:
1Kg(COD)C6H12O6
+ H2O
0,666Kg(COD)CH3COOH+CO2+0,33Kg(COD)H2
Se tutto l'idrogeno prodotto
nell'acidificazione venisse perduto
l'abbattimento del COD sarebbe stato
solamente del 33%.
La fase di metanazione espressa in maniera
ponderale su base COD è la seguente:
0,666Kg(COD)CH3COOH CO2+0,666Kg(COD)CH4
0,33Kg(COD)H2+CO2 0,33Kg(COD)CH4+H2O
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Dalla Fig. 2 si può notare che è
la reazione di metanazione dell'acido acetico
che trasforma il COD solubile dell'acido acetico
in COD poco solubile del metano. Questa reazione
trasforma il 66% del COD iniziale del glucosio
in metano. Il restante 33% del COD del glucosio
è rappresentato dall'idrogeno liberato
nell'acidificazione che viene successivamente
trasformato in metano dai metanigeni utilizzatori
di idrogeno.Un altro importante aspetto da sottolineare
di queste due principali reazioni è che
la prima produce acidità e la seconda
la consuma. In un reattore completamente miscelato
(digestore anaerobico di fango tradizionale)
a basso carico organico le due reazioni avvengono
omogeneamente in tutto il reattore, gli acidi
prodotti dalla acidificazione vengono trasformati
in CO
2 e CH
4 entrambi
gassosi che lasciano il reattore come BIOGAS.
Una piccola capacità tampone da bicarbonato
di ammonio sarebbe sufficiente a tamponare
perfettamente il pH del reattore (nella digestione
dei fanghi in realtà l'alcalinità
è molto elevata perché il fango
in digestione libera notevoli quantità
di ammoniaca che si trasforma in bicarbonato
di ammonio) .
Nei reattori rapidi che sono stati sviluppati
per l'abbattimento di sostanze organiche solubili
il flusso dell'acqua da trattare è
del tipo a pistone, ossia l'acqua grezza viene
distribuita al fondo del reattore e viene
scaricata da un sistema di sfioro uniforme
sulla sommità del reattore. Il regime
idraulico è di tipo lamellare quindi
si stabilisce nel reattore un vero gradiente
di concentrazione di sostanze organiche che
è massimo al fondo e quasi nullo oltre
lo strato di fango. Dato che la reazione di
acidificazione è la più rapida
nella zona bassa del reattore vi sarà
una relativa abbondanza di acidi grassi volatili
( soprattutto acetico e propionico) ed una
elevata concentrazione di idrogeno. Questo
eccesso di acidi in mancanza di una adeguato
potere tampone ( ossia alcalinità bicarbonatica)
abbasserebbe il pH del fondo del reattore
a valori nei quali entrambe le reazioni di
metanazione verrebbero bloccate.
E' quindi di estrema importanza nei reattori
rapidi tenere sotto controllo l'alcalinità
bicarbonatica dell'acqua ed il pH del reattore.
D'altra parte sembra proprio che sia il forte
gradiente di concentrazione e l'elevata pressione
parziale dell'idrogeno al fondo del reattore
che produce il fango in forma granulare in
questo tipo di reattore e come vedremo la
produzione di un fango anaerobico granulare
è una condizione fondamentale senza
la quale non si può avere un processo
di depurazione anaerobica rapida.
IL FANGO GRANULARE
Il fango attivo granulare è un magnifico
adattamento spontaneo prodotto della simbiosi
dei batteri anaerobici. L'aspetto è
di granuli tondeggianti a forma irregolare
del diametro di 1-3 mm di vari colori a seconda
del tipo di refluo trattato e del carico organico
applicato al fango stesso. Ad es. in un reattore
che tratta le acque di scarico di una cartiera
il colore dei granuli è grigio, essi
sono completamente neri invece in un impianto
che depura gli scarichi di una industria di
trasformazione della patata. In certi casi
addirittura vi sono contemporaneamente granuli
di diverso colore nello stesso reattore.
Ogni granulo è composto da un consorzio
di batteri anaerobi in grado di trasformare
le sostanze organiche in biogas. Da
studi eseguiti al microscopio elettronico
si sono potute vedere zone all'interno del
granulo specializzate nella acidificazione
, nella metanazione degli acidi grassi e nella
metanazione dell'idrogeno.
I vantaggi del fango granulare sono principalmente
due :
a) I granuli hanno una notevole velocità
di sedimentazione che produce così
un bassissimo indice di volume del fango.
L'indice di volume o SVI ( Sludge volume index)
è il volume occupato da un gr di fango.
Ad es. un buon fango aerobico ha uno SVI di
100 ossia un gr di quel fango occupa un volume
di 100 mL. Un fango anaerobico granulare ha
uno SVI da 10 a 15 mL/gr che significa una
concentrazione da sei a dieci volte maggiore.
b) Una elevata attività a parità
di peso. Ossia la possibilità di applicare
ad un grammo di questo fango nell'unità
di tempo un maggiore carico organico rispetto
a quello applicabile ad un fango di tipo fioccoso.
La sua maggiore attività viene spiegata
con la minore distanza che i prodotti delle
varie reazioni simbiotiche devono percorrere
da una specie batterica all'altra che li utilizza
come substrato(nutrimento) .
Un altro vantaggio non trascurabile è
che questo fango se portato a temperatura
ambiente conserva gran parte della sua attività
anche dopo un notevole periodo di assenza
di alimentazione .
Questo permette ad esempio di stoccare in
apposita vasca il fango di supero e di riutilizzarlo
in caso di malfunzionamento del reattore o
per l'avviamento rapido di un altro impianto.
Le condizioni per lo sviluppo di fango granulare
e per il suo mantenimento sono le seguenti:
a) Una buona distribuzione dell'acqua al
fondo del reattore. Occorre quindi controllare
bene il sistema di distribuzione contro eventuali
intasamenti che possono provocare una cattiva
distribuzione dell'acqua da trattare.
b) Una sufficiente alcalinità dell'acqua
in ingresso al reattore per mantenere il pH
sopra 6,5. Quando l'acqua da trattare non
contiene una alcalinità sufficiente
l'impianto è dotato di un sistema di
dosaggio automatico di alcalinità (
ad es. un dosaggio di soda caustica nell'acqua
grezza, che si trasforma in bicarbonato reagendo
con l'anidride carbonica contenuta nell'acqua
di riciclo). Il dosaggio è comandato
dal pH dell'acqua in riciclo. Per questo motivo
occorre fare particolarmente attenzione al
sistema di misura del pH.
c) Un sufficiente apporto di sali nutritivi
quali azoto e fosforo.
A tale scopo occorre mantenere in uscita dal
reattore una concentrazione di fosfati superiore
ai 3-5 mg/L di fosfato solubile, ed una concentrazione
di azoto di almeno 10 mg/L . In pratica occorre
garantire che l'acqua in ingresso al reattore
abbia un rapporto tra COD ed azoto di circa
60. Naturalmente va conteggiato anche l'azoto
del riciclo.
Il fango granulare all'interno del reattore
forma un letto con una superficie netta di
separazione , sopra il letto normalmente vi
è una zona ricca in fango fioccoso.
Per evitare che il letto di fango venga trascinato
via , la sommità del reattore è
provvista di un sistema di setti che catturano
il gas e creano delle zone di decantazione
con ricaduta spontanea del fango chiarificato.
La crescita del fango granulare è
molto modesta in paragone alla crescita di
fango in condizioni aerobiche ed è
intorno al 3-6% del carico giornaliero di
COD abbattuto dall'impianto.
Lo scarico del fango di supero va fatto in
base al livello del fango granulare nel reattore,
normalmente esso viene scaricato quando si
raggiunge un livello di circa 4m.